C’è stato un tempo in cui credevo che le persone buone venissero ricompensate non solo nell’aldilà ma anche nell’aldiqua.
Un tempo in cui pensavo che il mondo fosse un luogo in cui alla fine l’esistenza terminasse sempre in un pareggio – cioè che i momenti di gioia equilibrasero quelli di tristezza – e che l’essere altruisti, benintenzionati e fedeli al proprio Dio non è che rendesse immuni dalle grosse catastrofi umane ma almeno assicurasse un posto sotto il grande ombrello della pietà divina/karmica (barrare la voce che interessa).
Era la primavera della mia esistenza ed il mondo era un posto migliore.
Ieri mi sono rasato il cranio.